La legge di Murphy è un insieme di detti popolari nella cultura occidentale, a carattere ironico e caricaturale. Si possono idealmente riassumere nel primo assioma, che è in realtà la "Legge di Murphy" vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero "murphologico":
« Se
qualcosa può andar male, lo farà. »
|
Si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento è essenzialmente quello di deridere ogni negatività che il quotidiano propone. Il meccanismo è ogni volta lo stesso: immagini e scenette frustranti, nelle quali è facile per molti ritrovarsi, vengono descritte da Bloch con frasi didascaliche, confezionate spesso e volentieri in forma statistico-matematica, così da liberare il vissuto dal contingente, dal personale, e donargli un adito di "validità universale", nei fatti tuttavia inesistente.
Negli Stati Uniti la legge di Murphy è talmente famosa da trovare posto nel Funk and Wagnalls Standard College Dictionary.
Storia
Il primo postulatore della legge fu
l'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy, ma l'attuale
formulazione è dovuta al medico militare John Paul Stapp.Edward Murphy era uno degli ingegneri degli esperimenti con razzo-su-rotaia compiuti dalla USAF nel 1949 per verificare la tolleranza del corpo umano alle violente accelerazioni (USAF project MX981). Un esperimento prevedeva un gruppo di 16 accelerometri montati su diverse parti del corpo del soggetto. Erano possibili due modi in cui ciascun sensore poteva essere agganciato al suo supporto, e metodicamente i tecnici li montavano tutti e 16 nella maniera sbagliata.
Murphy pronunciò la sua storica frase:
« se
ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo. » |
Nel romanzo del 1889 dello scrittore umoristico inglese Jerome Klapka Jerome, Tre uomini in barca (per tacere del cane), si fa un largo uso di espressioni simili, tanto da poter essere considerato un precursore della legge di Murphy.
Aderenza alla realtà
L'assioma di Murphy, in senso stretto e in
questa formulazione presunta originale, riassume intuitivamente un fatto
statistico-matematico noto a chiunque abbia a che fare, ad esempio, con la
prevenzione e la sicurezza e cioè: per quanto sia improbabile che si verifichi
un certo evento, entro un numero elevato di occasioni (concettualmente tendente
all'infinito) questo finirà molto probabilmente
per verificarsi (legge dei grandi numeri). In effetti la
stessa teoria della probabilità afferma che il fatto che un evento sia
improbabile non vuol dire che esso non possa verificarsi già nel corso dei
primi tentativi, e che non possa poi ripetersi a distanza di breve tempo (legge di mancanza di memoria della probabilità).Tuttavia il senso che assumono le Leggi di Murphy successivamente diffuse, del tutto ironico e paradossale, è diverso: in queste si afferma infatti che l'evento considerato inizialmente improbabile, alla prova dei fatti si verifica spesso o addirittura sempre, ovverosia al primo tentativo o esperimento. In questo si riassume l'effetto ironico delle frasi, ove quasi sempre l'evento in oggetto è considerato inizialmente improbabile proprio perché è un evento spiacevole e sgradito dal quale si tenta di proteggersi, ma che nei fatti si verifica nonostante la opposta valutazione iniziale che era sbagliata ma apparentemente non tale (per ragioni di soggettività della valutazione).
Pertanto queste leggi sono affermazioni caricaturali sulla realtà, che distorcono tanto la reale frequenza o probabilità di un fatto (dichiarandolo più probabile di quanto non sia veramente), tanto le valutazioni preventive operabili sul fatto stesso (confondendo la sgradevolezza e l'indesiderabilità di un fatto con la sua probabilità, che viene presunta essere alta in modo del tutto ingiustificato).
Un esempio di applicazione alla realtà domestica è il fenomeno della fetta di pane imburrata:
« La
probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso
il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto. »
|
« Se
è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto
cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla
schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo. »
|
«
Tutto va male contemporaneamente. »
|
- Se tutto è andato bene, evidentemente qualcosa non ha funzionato.
- Non è vero che "Non tutto il male viene per nuocere"; non
solo, ma anche il bene, qualora si manifestasse, viene per nuocere.
- Tutto è perfetto, tranne il consorzio umano.
- Anche agli animali le cose non vanno bene quando entrano in
contatto con l'uomo, non fosse altro che solamente attraverso la
videocamera per essere ripresi.
- Se aspetti l'autobus alla fermata esso non passerà, quando
incomincerai a camminare l'autobus passerà quando starai in egual distanza
tra la fermata di partenza e la fermata successiva
- Chi bene incomincia, è a metà dell'opera, destinata a finire male.
- Se qualcosa sembra andar bene, hai detto bene, sembra.
- Il sonno è un intervallo tra una sconfitta e l'altra, sempreché non
sia popolato da incubi.
- Quando si mangia con gusto, ci si morde.
- Le esperienze fallimentari passate, non rendono più saggi e
accorti, solamente più rintronati.
- A meno che la giovinezza non sia una condizione permanente, il
futuro è dei vecchi.
- Quando si applica una procedura di miglioramento o mantenimento di
uno "status quo" soddisfacente, si tratta di un errore di
metodo, che posticiperà solamente l'avvento della catastrofe, aumentandone
la forza devastatrice.
- Quando piove, diluvia.
- Se un cibo è buono, allora fa male alla salute.
- Se qualcosa sta andando bene, non temere, c'è ancora tutto il tempo
perché cominci ad andar male.
- In coda, la fila accanto scorre sempre più rapidamente della
propria.
- Se sei in automobile e hai fretta avrai davanti a te un camion che,
se non va proprio dove vai tu, girerà perlomeno alla via precedente
- Se le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, c'è
qualcosa di cui non stai tenendo conto.
Bibliografia
- Arthur Bloch, La legge di Murphy e altri motivi per cui le cose
vanno a rovescio!, traduzione di Luigi Spagnol, Longanesi, Milano
1988, ISBN
8830408034 (edizione originale Murphy's Law, Price Stern Sloan,
Los Angeles 1977)
- Arthur Bloch, Il secondo libro di Murphy. Nuovi motivi per cui
le cose vanno storte!, traduzione di Luigi Spagnol, Longanesi, Milano
1989, ISBN
883040862X (edizione originale Murphy's Law Book Two, Price
Stern Sloan, Los Angeles 1980)
- Arthur Bloch, Il terzo libro di Murphy. Altre pessime ragioni
per cui il mondo va comunque avanti!, traduzione di Luigi Spagnol,
Longanesi, Milano 1990, ISBN
8830409669 (edizione originale Murphy's Law Book Three, Price
Stern Sloan, Los Angeles 1982)
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