“Al di là dei
meccanismi con cui l'astrologia sembra funzionare e fa quindi presa sulla
gente, una parte importante del suo successo è dovuta al fatto che dà
all'individuo alcune soddisfazioni psicologiche molto importanti. Per questo,
in definitiva, piace a molti. Ecco qualche esempio.
1.
L’astrologia mette l’uomo al centro dell’Universo. Stelle
e pianeti sono lì che girano solo per noi, per i nostri affari, per il nostro
amore o la nostra fortuna, e ciò appare decisamente lusinghiero. In questo modo
i copri celesti divengono puri simboli, influssi, divinità attente ai nostri
bisogni e alle nostre paure.
2.
L'astrologia prende per noi delle decisioni difficili.
Ci toglie l'ansia e la responsabilità di scegliere e per questo motivo piace
soprattutto alle persone insicure. Quando poi si hanno dei seri problemi, ecco
che l'astrologo, o il mago, viene percepito come un'ancora di salvezza.
3.
L'astrologia è fatalista. Il fatalismo ci solleva da
colpe e responsabilità. Non siamo responsabili per ciò di sgradevole che ci è
accaduto, non è stata colpa nostra.
4.
L'astrologia ha sempre una buona parola per tutti.
L'astrologia dà qualcosa a tutti, solletica l'amor proprio e la vanità. Non
esiste configurazione planetaria, segno o ascendente che non abbia, assieme a
piccoli difetti, grandi e meravigliose caratteristiche umane di cui essere
fieri. Non c'è, in sostanza, un solo tema natale di cui potersi vergognare.
Tutti, di fronte all'analisi astrologica, siamo dei tipi tosti e interessanti.
5.
Tutti possiamo diventare esperti di astrologia. Basta
poco: un libretto di 10 pagine, un mini-manuale ed ecco che diventiamo provetti
astrologi. Ecco che gli amici ci corrono attorno ansiosi di sapere qualcosa.
Ecco che siamo dei professori di colpo senza fatica. (Tanto che si studi 20
anni o 20 giorni la capacità di fare felici i clienti o di prevedere e le cose
è la stessa!)
(Fonte: http://www.torinoscienza.it/dossier/perche_l_astrologia_piace_3423)
L’astrologia ci gratifica con una tenera illusione, ci forgia, di dà
sicurezza e indirizza il nostro umore, è come “una calamita: ti spinge nella
direzione di ciò che credi”.
Storiella Zen sulla superstizione
“Non è vero, ma ci credo”! ovvero mi fa
piacere, mi rassicura, mi tranquillizza crederci. È come un filo sottile che
continua a legarmi e a prolungare la … “felicità raggiunta” di Montale
(http://tuttopoesia.it.over-blog.it/article-analisi-della-poesia-felicita-raggiunta-di-eugenio-montale-97526481.html)
(http://tuttopoesia.it.over-blog.it/article-analisi-della-poesia-felicita-raggiunta-di-eugenio-montale-97526481.html)
Facile da assecondare e da
sostenere con argomentazioni pseudoscientifiche (argumentum ad judicium / ad
populum); ancora più facile da confutare
nel senso dell’ “elenchein”, [svergognare, esporre al pubblico ludibrio].
Intervista a Piero Angela: Magia e occulto
Ma il gioco continua, gli
appassionati crescono e … finché è e rimane un gioco, un diversivo, una
fanciullaggine … bene! Abbiamo bisogno di fiabe, così come di trattati
scientifici! Ma la semplice passione per un gioco non dovrebbe degenerare mai
in ludopatia, né il gioco divenire manipolatorio, persuasivo, pervasivo,
illusorio, ipnotico. La conoscenza non porta alla felicità, anzi, spesso
devasta certezze e sogni, , genera dubbi, crea insicurezza, non illude, scuote,
dà ansia: ma dà anche la gioia della ricerca, della scoperta, dell’aspirazione
alla verità.
E la capacità di affrontare anche
le calamità della vita con animo intrepido e imperturbabile è la virtù degli
uomini onesti e forti: “Ignis aurum
probat, miseria fortes viros” (Il fuoco prova l’oro, l’infelicità gli uomini
forti”
Seneca De Providentia – Quare aliqua
incommoda bonis viris accidunt, cum providentia sit
E da Seneca all’etica della responsabilità di Weber il passo
appare breve:
“La
scienza è diventata un insieme di strumenti espressivi, esplicativi,
procedurali, operativi. Non cerca più il sole o quantomeno non lo ritiene
verità che illumina, la scienza non cerca più il senso, non valuta, è
avalutativa. La ricerca del senso è affidata esclusivamente al singolo “
Teorie scientifiche molto (poco) ortodosse e pseudoscienza
Dioniso/Apollo;
pseudoscienza/scienza; astrologia/astronomia
come la
forza dionisiaca è il “lievito”, il motore propulsore, l’impeto creativo che
poi raggiunge e cristallizza la forma apollinea, così la pseudoscienza è lo
stupore, l’incantamento, la meraviglia, l’atto conoscitivo puro del bambino di fronte
alla natura (“Lasciate che la natura sia
il vostro primo maestro”diceva Bernardo di Chiaravalle quasi mille anni
fa), atto da cui potrebbe scaturire l’idea geniale, divergente, rivoluzionaria,
che ribalta gli schemi aridi e fossilizzati della scienza e la feconda e la
rinnova, violando le regole e le codificazioni, per generarne di nuove (stesso
procedimento della creazione artistica, dell’innovazione geniale).
Nessun commento:
Posta un commento