giovedì 18 aprile 2013

PERCHÉ L’ASTROLOGIA PIACE, PERCHÉ “FUNZIONA” E CI GRATIFICA

 

“Al di là dei meccanismi con cui l'astrologia sembra funzionare e fa quindi presa sulla gente, una parte importante del suo successo è dovuta al fatto che dà all'individuo alcune soddisfazioni psicologiche molto importanti. Per questo, in definitiva, piace a molti. Ecco qualche esempio.

1.      L’astrologia mette l’uomo al centro dell’Universo. Stelle e pianeti sono lì che girano solo per noi, per i nostri affari, per il nostro amore o la nostra fortuna, e ciò appare decisamente lusinghiero. In questo modo i copri celesti divengono puri simboli, influssi, divinità attente ai nostri bisogni e alle nostre paure.

2.      L'astrologia prende per noi delle decisioni difficili. Ci toglie l'ansia e la responsabilità di scegliere e per questo motivo piace soprattutto alle persone insicure. Quando poi si hanno dei seri problemi, ecco che l'astrologo, o il mago, viene percepito come un'ancora di salvezza.

3.      L'astrologia è fatalista. Il fatalismo ci solleva da colpe e responsabilità. Non siamo responsabili per ciò di sgradevole che ci è accaduto, non è stata colpa nostra.

4.      L'astrologia ha sempre una buona parola per tutti. L'astrologia dà qualcosa a tutti, solletica l'amor proprio e la vanità. Non esiste configurazione planetaria, segno o ascendente che non abbia, assieme a piccoli difetti, grandi e meravigliose caratteristiche umane di cui essere fieri. Non c'è, in sostanza, un solo tema natale di cui potersi vergognare. Tutti, di fronte all'analisi astrologica, siamo dei tipi tosti e interessanti.

5.      Tutti possiamo diventare esperti di astrologia. Basta poco: un libretto di 10 pagine, un mini-manuale ed ecco che diventiamo provetti astrologi. Ecco che gli amici ci corrono attorno ansiosi di sapere qualcosa. Ecco che siamo dei professori di colpo senza fatica. (Tanto che si studi 20 anni o 20 giorni la capacità di fare felici i clienti o di prevedere e le cose è la stessa!)

(Fonte: http://www.torinoscienza.it/dossier/perche_l_astrologia_piace_3423)


L’astrologia ci gratifica con una tenera illusione, ci forgia, di dà sicurezza e indirizza il nostro umore, è come “una calamita: ti spinge nella direzione di ciò che credi”.
 Storiella Zen sulla superstizione

Non è vero, ma ci credo”! ovvero mi fa piacere, mi rassicura, mi tranquillizza crederci. È come un filo sottile che continua a legarmi e a prolungare la … “felicità raggiunta” di Montale
 (http://tuttopoesia.it.over-blog.it/article-analisi-della-poesia-felicita-raggiunta-di-eugenio-montale-97526481.html)

Facile da assecondare e da sostenere con argomentazioni pseudoscientifiche (argumentum ad judicium / ad populum);  ancora più facile da confutare nel senso dell’ “elenchein”, [svergognare, esporre al pubblico ludibrio].
Intervista a Piero Angela: Magia e occulto 

Ma il gioco continua, gli appassionati crescono e … finché è e rimane un gioco, un diversivo, una fanciullaggine … bene! Abbiamo bisogno di fiabe, così come di trattati scientifici! Ma la semplice passione per un gioco non dovrebbe degenerare mai in ludopatia, né il gioco divenire manipolatorio, persuasivo, pervasivo, illusorio, ipnotico. La conoscenza non porta alla felicità, anzi, spesso devasta certezze e sogni, , genera dubbi, crea insicurezza, non illude, scuote, dà ansia: ma dà anche la gioia della ricerca, della scoperta, dell’aspirazione alla verità.

E la capacità di affrontare anche le calamità della vita con animo intrepido e imperturbabile è la virtù degli uomini onesti e forti: “Ignis aurum probat, miseria fortes viros” (Il fuoco prova l’oro, l’infelicità gli uomini forti”

Seneca De ProvidentiaQuare aliqua incommoda bonis viris accidunt, cum providentia sit

 


E da Seneca all’etica della responsabilità di Weber il passo appare breve:
La scienza è diventata un insieme di strumenti espressivi, esplicativi, procedurali, operativi. Non cerca più il sole o quantomeno non lo ritiene verità che illumina, la scienza non cerca più il senso, non valuta, è avalutativa. La ricerca del senso è affidata esclusivamente al singolo “

Teorie scientifiche molto (poco) ortodosse e pseudoscienza

Dioniso/Apollo; pseudoscienza/scienza; astrologia/astronomia

come la forza dionisiaca è il “lievito”, il motore propulsore, l’impeto creativo che poi raggiunge e cristallizza la forma apollinea, così la pseudoscienza è lo stupore, l’incantamento, la meraviglia, l’atto conoscitivo puro del bambino di fronte alla natura (“Lasciate che la natura sia il vostro primo maestro”diceva Bernardo di Chiaravalle quasi mille anni fa), atto da cui potrebbe scaturire l’idea geniale, divergente, rivoluzionaria, che ribalta gli schemi aridi e fossilizzati della scienza e la feconda e la rinnova, violando le regole e le codificazioni, per generarne di nuove (stesso procedimento della creazione artistica, dell’innovazione geniale).

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